A Parigi con la sclerosi multipla

Sono tornata ieri da Parigi. Era il regalo di natale del mio compagno : San Valentino a Parigi. Ho ancora fresche dentro di me le emozioni che ho vissuto: stupore e gratitudine soprattutto. Sinceramente non pensavo di riuscire ad affrontare questi...
Sono tornata ieri da Parigi. Era il regalo di natale del mio compagno : San Valentino a Parigi.
Ho ancora fresche dentro di me le emozioni che ho vissuto: stupore e gratitudine soprattutto.
Sinceramente non pensavo di riuscire ad affrontare questi giorni così bene, la stanchezza è sempre dietro l'angolo e sapevo che per fare tutto quello che desideravo avrei dovuto farci i conti ma...
CE L'HO FATTA anzi ce l'abbiamo fatta.
Abbiamo camminato una media di 10 km al giorno, siamo saliti a piedi sull'arco di trionfo (anche se io poi sono scesa in ascensore ),abbiamo visto il Louvre, il museo d'Orsay, il museo Pompidou, fatto le scale di Montmartre e ovviamente la torre Eiffel (e tanto altro).
Come ho fatto con la sclerosi multipla? Ho vissuto momento per momento senza pensare a quello che dovevo fare poi, recuperando le energie ogni volta che ne avevo bisogno...forse la gioia di essere lì mi ha trascinato.
Certo, non sono su una sedie a rotelle e sono autosufficiente ma devo ringraziare il mio compagno che comunque è stato una guida e un supporto soprattutto in quei momenti di stanchezza mentale e fisica mi sono affidata a lui per non perdermi nel groviglio della metro.
E' stato faticoso? Assolutamente sì!
Ma è stata una fatica bellissima (anche se un giorno mi hanno addirittura sanguinato i piedi) perché per me sono stati dei traguardi, ho vinto la sfida con me stessa : non dovevo autosvalutarmi o sabotarmi quando sentivo che la stanchezza incombeva, ma solo coccolarmi, incoraggiarmi e prendermi del tempo per riposarmi, così ho fatto e oggi sono orgogliosa di me e grata.
Questi giorni a Parigi mi hanno davvero insegnato che piagnucolare o lamentarmi hanno un brutto effetto su di me. Io volevo essere felice in quei giorni, troppi giorni e momenti tristi avevo già passato e quella felicità me la meritavo.
Dopo questi giorni così belli e vedendomi così carica, allegra e motivata il mio compagno vorrebbe che facessimo insieme il Cammino di Santiago...aiuto! Ma questa è un' altra storia.
Oggi mi fermo con questa prima parte del racconto, nei prossimi articoli scenderò più nel particolare dei vari monumenti e luoghi e di quanto possano essere adatti a persone con disabilità!
Ora nei commenti raccontami di un tuo viaggio e di come lo hai vissuto!
Al prossimo racconto.
Daria
Io e Stefano sulla torre Eiffel